UNA NAZIONE INCOSTITUZIONALE

img

E’ fin troppo facile accodarsi al coro degli sfottò nei confronti di Renzi, padre dell’infelice battuta (solo l’ultima delle tante) sui risultati delle elezioni spagnole. Come osserva acutamente il Fatto, non è un granché sprizzare gioia da tutti i pori perché la legge elettorale che ci si è fatti a propria immagine e somiglianza ci avrebbe fatti vincere anche senza maggioranza. E’ un segno mortificante della mancanza di senso democratico di chi, non si capisce com’è successo, sta ricoprendo in Italia la carica di presidente del consiglio.

Più in generale, è evidente lo svuotamento generalizzato e pervasivo del senso della democrazia nel nostro paese da parte di un manipolo di persone che hanno oramai preso in mano il potere senza alcun titolo e se lo tengono stretto, senza mollarlo, forzando leggi, norme e ragionevolezza, arrivando persino di cambiare le regole del gioco pur di blindarsi in quei ruoli e autoriprodursi, privi di qualsiasi controllo, da qui all’eternità.

Ricordiamo come siamo arrivati a questo punto: due anni fa la corte costituzionale ha stabilito che la legge elettorale italiana in vigore dal 2005, il famigerato porcellum, era incostituzionale. Ciò gettava un’ombra di irregolarità non solo sul parlamento, ma sull’intero assetto politico nazionale in quanto i massimi organismi politici, istituzionali e di garanzia nazionali, il presidente della repubblica, il governo ma anche – paradossalmente – la stessa corte costituzionale risultavano emanazioni di un organo incostituzionale e quindi anch’essi in odore di incostituzionalità. Da quel momento in Italia ci siamo trovati davvero allo sbando poiché chi era demandato a prendere le decisioni politiche ai più alti livelli era stato scelto in modo non conforme ai dettami della stessa carta fondante dello stato. A quel punto qualsiasi cosa era irregolare, e ci siamo trovati praticamente all’anno zero della nostra vita istituzionale. Per uscire dall’impasse la cosa meno irregolare da fare sarebbe stata quella di sciogliere immediatamente le camere, indire nuove elezioni con la legge elettorale proposta dalla consulta e ripartire così da zero, con una nuova rappresentanza democratica in grado di approvare rapidamente una nuova legge elettorale, tornare di nuovo alle elezioni e da questo parlamento rinnovato fare rinnovare tutte le leggi e le istituzioni nazionali.

Questo è ciò che si sarebbe dovuto fare e che naturalmente non si è fatto. Perché nella repubblica fondata sulla P2 la continuità del potere è un requisito fondamentale e imprescindibile. Tutto è concepito in modo da dare ai cittadini l’illusione di una libertà democratica che non esiste più da decenni. Il porcellum, dichiarato incostituzionale dalla consulta, è stato sostituito dall’italicum che ha gli stessi vizi di incostituzionalità del primo. Le liste bloccate sono un geniale espediente per toglierci la possibilità di scegliere: o meglio, possiamo scegliere tra chi decidono i segretari dei partiti, i quali decidono sulla base di disegni oscuri che non riguardano mai gli interessi dei cittadini ma quelli di fumose oligarchie e di inconfessabili lobby. E le liste bloccate sono previste nel secondo, così come lo erano nel primo. Così come il premio di maggioranza abnorme che tanto fa godere il nostro sedicente premier.

Renzi è il prodotto perfetto di questo modo perverso di declinare la gestione della cosa pubblica: un personaggio non eletto da nessuno a cui un presidente incostituzionalmente prorogato da un parlamento incostituzionale ha affidato l’incarico di governare una nazione la cui legge costituzionale, all’articolo 1, prevede che la sovranità nazionale appartenga al popolo. Questo personaggio si trova così a prendere decisioni essenziali per il popolo italiano, in un momento drammatico come quello presente, senza mai avere presentato un programma elettorale, senza mai essersi impegnato su quali risultati conseguire, senza che nessuno possa verificare ex post il suo lavoro nei confronti degli impegni presi con gli elettori.

Ce ne sarebbe abbastanza per denunciare l’intero parlamento in carica e il signor Giorgio Napolitano per attentato alla costituzione. E spero davvero che ci sia qualcuno in Italia con le competenze e le capacità per farlo, e che lo faccia, consentendo al nostro Paese di azzerare finalmente questa generazione politica cancerosa, con le sue metastasi, e ricominciare daccapo. Sarà dura ma purtroppo, a questo punto, non vedo alternative.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Rispondi