LA SUONATA DI CAPODANNO

E anche quest’anno, puntuali come la marcia di Radetzky al concerto di Capodanno, arrivano gli aumenti dei pedaggi autostradali.

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Ci cono molte cose sorprendenti e inspiegabili in questo continuo e inesorabile incremento del costo di un servizio che, a rigor di logica, non dovrebbe aumentare nel tempo, anzi semmai diminuire o azzerarsi per una serie di fattori.

La cosa che più sconcerta è: come mai in un periodo di congiuntura economica recessiva, nella quale tutti i prezzi diminuiscono, perfino quello del petrolio, le uniche cose che aumentano sono quelle legate alle concessioni pubbliche in generale, e queste in particolare? Sì perché a me risulta che il settore delle costruzioni è oramai da tempo in crisi e che le imprese per rimanere sul mercato stanno abbassando i prezzi. La legge del mercato prevede proprio questo, in periodo di vacche magre si fanno affari perché chi offre un prodotto o servizio tende ad abbassare il prezzo per battere la concorrenza. Immagino quindi che i costi che le società di gestione sostengono per la manutenzione della rete autostradale siano in diminuzione e per questo davvero non si capisce come si possano giustificare gli aumenti.

Seconda cosa: siamo sicuri che la manutenzione delle autostrade sia dovuta dagli utenti e non debba gravare sulla fiscalità generale? E ammesso che tale scelta sia stata discussa in sede politica, come mai non si è assistito, al termine del periodo di concessione, a una riduzione del costo dei pedaggi? Mi spiego meglio. A me risulta che l’autostrada del Sole era stata data in concessione alla società Autostrade per trent’anni, durante i quali la riscossione dei pedaggi avrebbe dovuto ristorare la società delle somme investite. Al termine del periodo, però, era previsto che l’autostrada passasse allo stato, diventando a tutti gli effetti un’infrastruttura pubblica e che contestualmente venisse soppresso il pedaggio. Queste cose mi furono raccontate nel 1985 dal prof. Carlo Benedetto, titolare della cattedra di Costruzioni di strade, ferrovie ed aeroporti all’università La Sapienza, quindi da fonte autorevole. E in effetti nel 1995 uscì qualche articolo di giornale in merito: poi però la cosa fu tacitata e non se ne seppe più niente. Quindi per l’autostrada del Sole, e immagino per altre infrastrutture, continuiamo a pagare i pedaggi per inerzia e perché la politica si guarda bene dal privarsi di una così importante fonte di finanziamento.

Si dirà: va bene, ma dopo trent’anni le infrastrutture si saranno danneggiate, e sarà stata necessaria trovare una fonte di finanziamento per la manutenzione. Bene, ma non si capisce per quale motivo la cosa non sia stata riferita chiaramente: “da oggi il pedaggio autostradale introdotto nel 1964 come da concessione per l’investimento nella costruzione dell’Autostrada del Sole non è più dovuto, tuttavia verrà introdotto un nuovo pedaggio – ovviamente minore del primo – per sostenere i costi di manutenzione“. Così, tanto per farci sapere come stanno le cose. Magari per renderci partecipi dei nuovi conteggi, del bilancio della società Autostrade, per spiegarci secondo quali nuovi criteri venivano rimodulati i costi dei pedaggi, per rassicurarci che non una lira più del dovuto venisse spesa, magari in regalie agli amici degli amici, o in contributi più o meno leciti alle attività politiche di questo o di quel parlamentare.

Terza cosa che mi lascia perplesso in questa questione: ma come mai in tutta Europa, con esclusione dell’Italia e della Francia, le autostrade o sono gratuite (come in Belgio, Danimarca, Germania, Gran Bretagna, Olanda, Polonia, Spagna e Svezia), oppure dove si pagano hanno costi minimi e si pagano mediante un abbonamento annuo di poche decine di euro (Austria, 88 euro all’anno, Svizzera, 33 euro, Repubblica Ceca, 55, euro, Slovenia 110 euro, Romania 28 euro), tenendo conto anche del grande risparmio che si ottiene con l’eliminazione dei controlli, dei caselli e del relativo personale? Come mai solo noi e la Francia abbiamo quest’assurdità dei caselli, pedaggi e relative code? E perché le tariffe da noi sono dunque così esose rispetto a praticamente tutto il resto dell’Europa? E perché l’Europa non interviene sull’Italia e la Francia per risolvere questa intollerabile disparità di condizioni a carico dei cittadini di questi stati?

Infine, quarta cosa: qualcuno mi dovrebbe spiegare perché, a quanto riporta l’Huffington post, http://www.huffingtonpost.it/2015/12/31/aumenti-tariffe-autostrad_n_8899460.html

sarebbero stati riconosciuti dal governo italiano, per il 2016, aumenti minimi o nulli su quasi tutte le autostrade e invece incrementi notevolissimi per la Torino Milano (+ 6,5%) e per la Strada dei Parchi abruzzese ( + 3,45%). Cos’hanno queste autostrade di speciale, che devono costare al cittadino fino a oltre il 60% di più delle altre? Sì, perché se si va sul sito di Autostrade per l’Italia si possono verificare le tariffe per chilometro praticate sui vari tronchi autostradali: e si osserva che mentre sull’intera rete autostradale si paga il pedaggio in ragione di 7 centesimi di euro a chilometro, il transito sulla Strada dei Parchi costa ben 10 centesimi a chilometro, quindi il 42% in più, e quello sulla Torino Milano ben 11,5 centesimi (+64%).

Se questa è la musica, mi sa che ci stanno prendendo un po’ in giro.

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