IL PORTO DELLE RANE BOLLITE

Non volevo intervenire sul tema del porto di Pescara, ma quando sento e vedo certe cose non riesco ad esimermi.

Porto-di-Pescara

Eravamo rimasti al piano regolatore portuale del 2006, approvato nel 2014: un immane quantitativo di cemento da gettare nel mare antistante la foce del Pescara con non bene chiarite finalità se non quelle, al solito, di fare e far fare a qualcuno un po’ di soldi. Io mi occupo di idraulica da più di trent’anni e vedendo questo progetto mi era risultato immediatamente evidente che, seppure è vero che il fiume viene fatto sfogare mediante un canale stretto fuori dalla diga foranea, quindi non si interrisce e rimane navigabile, e inoltre il problema dell’inquinamento si mitiga perché l’acqua del fiume è libera di sfogare verso il largo, è però altrettanto vero che questo identico risultato potrebbe essere raggiunto, a costi infinitamente minori, eliminando la diga foranea e ripristinando i moli guardiani permeabili e a scogliera com’erano prima del 1985. E quindi non si capisce a cosa serva fare un’opera così impattante e costosa quando sarebbe sufficiente eliminare la diga foranea.

PRP piano regolatore portuale 2006

Inoltre questo progetto presenta anche un grosso svantaggio dal punto di vista tecnico e gestionale, oltre al costo esorbitante e all’impatto ambientale insostenibile: il problema dell’interrimento dello specchio di mare tra la diga e la terraferma non solo non si risolve ma si complica orrendamente. Sì, perché forse non è chiaro ma l’interrimento a ridosso della diga è dovuto principalmente alla sabbia del mare trasportata dal moto ondoso, e solo in parte minoritaria dai sedimenti fluviali. Questo progetto, prevedendo l’interruzione del transito della corrente litoranea con il prolungamento delle sponde del fiume, annullerà il modesto effetto di pulizia (spurgo) dovuto a tale corrente, ed è quindi prevedibile che le due darsene a est e a ovest si interriranno almeno alla stessa velocità di adesso. Risultato: tanti soldi spesi, nessun giovamento sulle spese di dragaggio, due nuove darsene praticamente inutilizzabili.

Questa cosa l’ho raccontata e spiegata in tutti i modi possibili, in alcuni incontri con i cittadini e in molti post senza nutrire alcuna speranza che qualcuno mi desse retta. E invece scopro, con mia grande sorpresa, che nel frattempo il progetto è cambiato: un progetto leggero, a basso impatto e di basso costo, mi viene detto. Splendido, penso io, finalmente la politica fa un passo indietro di fronte agli affaristi e diventa un’oculata dispensatrice di risorse pubbliche, rispettosa dell’ambiente e dell’interesse della gente. E invece quando mi capita di vedere il progetto scopro che è lo stesso progetto… mascherato! Diciamo che non è altro che un primo lotto del mostruoso progetto precedente. Non ci credete? Confrontate questa immagine con la precedente:

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l’apertura nella diga e il nuovo pennello sono esattamente nelle posizioni previste dal progetto del 2006 e la barriera soffolta segue esattamente il tracciato previsto per il molo nord. Mi sembra una di quelle che potremmo simpaticamente definire “drittate all’italiana”: tu cittadino sei preoccupato per i costi dell’opera e per il suo l’impatto sull’ambiente, e io cosa ti combino? Faccio una cosa che non si vede, la barriera soffolta, che mi farà da fondazione per la banchina futura, faccio un’efficacissima operazione di marketing annunciando che aprirò un varco nella orribile e detestata diga foranea, intanto però comincio a spendere qualcosina, e comincio a mettere mano alle opere. Insomma, abbiamo – come si suol dire – messo il piede nella porta.

E poi, cari miei, vi devo dare una pessima notizia: anche questa cosa non funzionerà, anzi questa è la soluzione peggiore di tutte. Perché vedete, la piccola apertura sulla diga non cambia nulla dal punto di vista della circolazione idrica a monte del manufatto, anzi, apre un ulteriore varco all’ingresso della sabbia a ridosso della struttura; la barriera soffolta non si vede ma crea gli stessi problemi di aggravamento dell’interrimento del progetto precedente, ostacolando le correnti litoranee che potrebbero avere un minimo effetto di spurgo dei sedimenti. Inoltre la barriera soffolta non ostacola la diffusione dell’inquinamento lungo il litorale nord e l’acqua del fiume, non essendo accompagnata fuori dalla diga foranea farà gli stessi danni che fa ora sia in termini di sedimenti che di carico inquinante.

Sapete che impressione mi dà questo progetto? O è una cosa demenziale concepita da un assoluto incompetente che non si rende conto di cose che per un addetto ai lavori dovrebbero essere ovvie; oppure, peggio, è un progetto fatto apposta per non funzionare e per poter dire, fra qualche anno: “visto, è assolutamente necessario completare le opere secondo il progetto previsto nel 2006”. E, secondo il principio della rana bollita, i cittadini, esausti, si beccheranno altro cemento, altre spese, altro inquinamento senza avere più la forza di protestare.

E pensare che la soluzione del problema del porto sarebbe tanto semplice: smantellare la diga foranea e rifare i moli guardiani con le scogliere, secondo il progetto dei primi del ‘900 che ha funzionato egregiamente fino a trent’anni fa. Insomma, tornare allo status quo ante. Ma questo costerebbe troppo poco, e non ci sarebbe un granché da guadagnare. E poi la gente si porrebbe qualche domanda su chi ha proposto, progettato, sponsorizzato la diga foranea.

4 commenti
  1. Mario Russo dice:

    Tutto perfetto, anche se, studiando a fondo il progetto, si potrebbero trovare altri difetti. Ad esempio quale effetto potrà avere la maggiore occupazione in direzione perpendicolare alla spiaggia sull’equilibrio della costa a sud ed a nord del porto? Opere di questo genere, per di più mirate a correggere vistosi e madornali errori precedenti, non possono farsi se non supportate da una modellistica seria che tenga conto delle effettive condizioni del mare al contorno dell’area oggetto del modello. Ma un tale studio, che si ribadisce necessario, non può essere effettuato se prima non si eseguano rilevazioni serie degli andamenti delle correnti costiere e dell’azione del moto ondoso.sui trasporti solidi di fondo. Studi di questo genere non sono mai stati effettuati ed ogni progetto, di conseguenza, mera una mera esercitazione grafica che produrrà effetti incontrollabili. Come già avvenuto in passato! Buona fortuna a Pescara ed ai suoi pescatori!!!

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