UNIONI CIVILI, POLITICA INCIVILE (PER NON PARLAR DI DI BANCA ETRURIA)

Bene, ce l’abbiamo fatta. Abbiamo impiegato diverse settimane a mettere a punto la legge sulle unioni civili. Ce lo chiede l’Europa, gli altri paesi ce l’hanno, ok.

Rome's mayor, Ignazio Marino (C), speaks with Dario De Gregorio and Andrea Rubera (R) and their children after he registered their marriage on October 18, 2014 at the city hall reception room in Rome. Gay marriage is illegal in Italy and Interior Minister Angelino Alfano recently sent a notice to local prefects saying any registrations of gay marriages celebrated abroad would be voided. Marino received a standing ovation today from gay couples, their children, friends and family which gathered to make their marriages official. One by one, 16 couples — gay and lesbian, some with as many as three children — were called up to witness Marino transcribe the date and locations of their weddings: Spain, Portugal, United States and elsewhere. AFP PHOTO / FILIPPO MONTEFORTE

Ma francamente quello che ho visto durante questa vicenda non mi è piaciuto nemmeno un po’.
Ho visto prima di tutto una chiara manovra di distrazione di massa dal tema che era all’ordine del giorno quando venne lanciata sul tappeto, a sorpresa, la legge Cirinnà: la Boschi, Banca Etruria, i rapporti tra la massoneria e il governo. Così immediato e violento il cambio di passo, come se si rispondesse a un diktat: da domani non si parla più di queste cose imbarazzanti, facciamo azzuffare gli italiani sui soliti temi etici, tanto loro ci cascano sempre, e diamo modo a Renzi e Boschi di scappare carponi da sotto la mischia.
Ho visto una legge che poteva passare senza nessun tipo di problema, presentata con un articolo controverso, quello dell’adozione del figlio del partner, sul quale con ottusa determinazione si sono costruite le barricate solo per appiccare il fuoco della rissa parlamentare e mediatica. Stando ai sondaggi, infatti, la maggioranza degli italiani era d’accordo con le unioni civili e non con l’adozione. Non mi pronuncio in merito, non esprimo un mio giudizio perché francamente non la ritengo una priorità né per me né per il Paese. Ma se si voleva davvero adeguare la legislazione nazionale a quella europea a riguardo, la legge sulle unioni civili sarebbe stata una legge utile, per il momento, anche senza l’articolo sull’adozione del figlio del partner. Anche perché certe cose devono maturare nelle coscienze, e nessuno avrebbe impedito, in futuro, di apportarvi le necessarie modifiche. Invece no. Abbiamo dovuto impastoiare il paese per settimane in questa sterile diatriba per poi teatralmente capitolare e rassegnarsi – esausti – ad approvare la legge così com’era logico proporla sin dall’inizio. E così ci siamo scordati di Banca Etruria e del padre della Boschi.
E non è solo questo che non mi è piaciuto. Ho visto un parlamento invischiato in astruse fumisterie, intento a percorrere le strade più impervie e tortuose, cercando scavalcare a piè pari le prerogative parlamentari a balzi di canguro. E ho visto arroganti polemiche nei confronti del Movimento 5 Stelle che, nella sua semplice ma onesta linearità, non ha voluto assecondare queste circonvoluzioni bizantine, rivendicando percorsi parlamentari chiari e logici.
Ho visto infine consolidarsi un fronte perverso e innaturale, quello sì un connubio immorale, tra un PD che si spaccia proditoriamente di sinistra e i brandelli più immondi di una destra decotta dalla putrescenza berlusconiana.
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No, quello che ho visto non poteva piacermi, e non mi è piaciuto. Se proprio si doveva, si sarebbe potuto approvare la legge così com’era semplice e logico che fosse approvata, e per l’Italia sarebbe stato già un successo. Senza clamori, senza risse, senza barricate. Senza questa stucchevole sensazione di aver voluto distrarre l’opinione pubblica dai guai della maggioranza. E senza l’esibizione di questo amplesso immorale tra i resti del PD e le maschere grottesche di Verdini e Alfano a coprire il marcio della banca massonica del padre della Boschi.
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