QUANDO LA TOPPA E’ PEGGIORE DEL BUCO

Barriere galleggianti da 400 mila euro per trasferire al largo l’acqua inquinata del fiume Pescara, aggirando la mostruosa diga foranea che ne ostruisce dal 2000 il naturale sfogo verso il largo, e cercare così di migliorare la qualità dell’acqua di balneazione in un estremo tentativo di salvare il salvabile della prossima stagione balneare pescarese. La testata online “Prima da noi” usa come occhiello a questo articolo sull’argomento un efficace e lapidario “La toppa”. Peggiore del buco, aggiungo io.

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Era difficile pensare per Pescara un’amministrazione peggiore di quella del precedente sindaco Mascia. Bene, ci siamo riusciti. Nulla in questa storia mostra non dico capacità gestionali o politiche ma almeno una visione progettuale di qualsiasi tipo, anche non condivisibile, o solo un minimo di buon senso. E’ tutto un avvitarsi di pasticci, pezze, imbarazzi, sotterfugi e imbrogli goffamente imbellettati da una comunicazione puerile.
L’articolo sarebbe tutto da ridere, se ci fosse ancora la voglia di ridere, a cominciare dal tono tonitruante con cui ci si vuole far passare per vittoria una sonora sconfitta. Sembra di essere durante la guerra, con la radio di regime che barava sui numeri per millantare al popolo italiano stremato inesistenti successi bellici. Avere un mare in precarie condizioni di salute dopo che per anni questa cosa è stata evidente e non si è fatto niente, avere ancora un mare in queste condizioni nonostante quello che è successo l’anno scorso (due episodi gravi di sversamenti di reflui non depurati, o mal depurati, in piena stagione balneare) e senza avere fatto nulla di strutturalmente risolutivo finora, e far passare come un successo lo spendere 400 mila euro di soldi pubblici – finanzierà la Regione a quanto pare – per un’opera che non è strutturale e che sposta solo il problema al largo bypassando un’altro gigantesco errore previsionale, gestionale e strutturale come la diga foranea, questo è veramente un’offesa al buon senso dei cittadini! Ci prendono per stupidi? Ho già detto qualche mese fa che questo intervento può avere senso solo se viene pagato di tasca propria dai responsabili del disastro: non è pensabile accollarlo ai cittadini! Oltre al danno pure la beffa mi sembra veramente troppo.
Il problema necessita di soluzioni coraggiose, importanti e strutturali, non può essere risolto da pezze rabberciate alla meglio.
Infine, occhio: quando io dico “abbattere la diga foranea” dico semplicemente, e letteralmente: eliminare masso per masso la diga foranea, rivendendo eventualmente i massi a qualche impresa che sta realizzando qualche altra opera altrove, eliminare le pareti riflettenti dei moli guardiani e ripristinare i moli a scogliera così com’erano fino agli annui ’80. Funzionava, ha sempre funzionato, continuerà a funzionare. Il costo dell’operazione dovrebbe essere messo giudizialmente a carico di chi, per imperizia, per dolo o per altre cause da chiarire, ha proposto queste soluzioni fallimentari. Invece a quanto leggo nell’articolo qualcuno vuole contrabbandare come “abbattimento della diga” quella cosa, asetticamente denominata “piano portuale”, che si sostanzia nel getto di altre migliaia di metri cubi di cemento nel nostro povero mare.

“Togliere” e “mettere” sono concetti antitetici, è semplice, ci potete arrivare anche voi, cari amministratori di Pescara. Togliere la diga non significa, e non potrà mai significare “riempire con altro cemento la foce del Pescara”. I cittadini vi controllano. Non ci provate.

 

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