UN NUOVO INTERROGATIVO: DOVE VADO A FARE IL BAGNO IN AGOSTO?

Il mese scorso ho pubblicato una tabella ricavata dai dati ufficiali ARTA con la quale cercavo di chiarire a me stesso in quali spiagge d’Abruzzo fosse più opportuno portare i miei figli a fare il bagno. La sorpresa per me fu di rendermi conto che una gran parte del litorale abruzzese era in buone, anzi ottime condizioni di balneabilità avendo concentrazioni batteriche inferiori al 10% del limite di legge. Naturalmente il lavoro fatto evidenziava anche ampi tratti di costa dove era evidentemente inopportuno o perlomeno rischioso fare il bagno.

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Mare pulito lungo il litorale abruzzese.

Ma poi, l’11, il 12 e il 13 luglio, ci sono stati nuovi campionamenti e nuove analisi ARTA. I giornali hanno riportato di un nuovo superamento a Pescara nord, in una zona fino a quel punto ritenuta pulita. E mi sono detto: non sarà che le cose sono cambiate e che quello che prima sembrava a posto oggi non lo è più? Allora, per evitare di sbagliare e andare a  fare il bagno in un tratto di costa con il mare poco pulito, mi sono armato di tanta pazienza e mi sono applicato si nuovo a mettere in ordine i dati che si trovano buttati sgarbatamente alla rinfusa nel sito dell’ARTA. Ho in pratica aggiunto alla precedente tabella i dati di luglio, adottando i medesimi criteri di  evidenziazione già espressi nel mio precedente articolo [link1] aggiornando poi di conseguenza la colonna riassuntiva.

Il risultato  del mio lavoro di oggi è il seguente: Balneazione 2016 agg. luglio

Ovviamente non ci sono grosse differenze con quanto riferito nell’articolo precedente, tuttavia alcune cose è bene precisarle.

Prima di tutto dobbiamo rilevare un superamento consistente a Roseto degli Abruzzi, in una zona che già nel mese di giugno aveva mostrato delle criticità. Poi c’è il dato anomalo, e un po’ sorprendente, di viale della Riviera nord a Pescara, in una zona che non ha mai dato problemi. Lo registriamo, lo segnaliamo e lo terremo d’occhio per valutare eventuali evoluzioni della situazione. Ma per il momento in quella zona  mi asterrei, non si sa mai. Al contrario, si evidenzia un miglioramento nella zona immediatamente a nord della foce del Pescara, ma ricordo che il 15 luglio, due giorni dopo il campionamento, c’è stato il temporale con lo sversamento di 55.000 metri cubi di liquame all’impianto della Madonnina [link2]. Quindi direi che non c’è da fidarsi per niente di quella zona. Infine i dati ARTA di luglio confermano la situazione estremamente critica della zona a nord della foce del Feltrino, al confine tra San Vito e il territorio di Ortona. In tutti gli altri tratti, insomma, le cose vanno benino.

Siccome però i dati, come si vede, sono piuttosto ballerini, direi che nulla può essere considerato definito, certo e immutabile. Allora sapete che farò? Userò questa tabella come orientamento di massima. Ma una volta in spiaggia userò tanto buon senso: mi ricorderò che l’acqua – per definizione – dev’essere, incolore, inodore e trasparente ed eviterò di immergermi se per caso dovessi vedere il mare opaco, torbido, o di un qualsiasi colore. Eviterò di immergermi se dovessi sentire odori sgradevoli o vedessi galleggiare schiuma o altro sulla superficie dell’acqua. Eviterò di fare il bagno ogniqualvolta il mio buon senso mi metterà sul chi vive.

Tanto premesso, me ne vado al mare. Buon bagno a tutti. Alla peggio, un bagno di sole e una doccia con l’acqua potabile non ce li toglie nessuno.

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