COSA FAREI SE DOVESSI ESSERE IO AD AMMINISTRARE L’ACA

A gentile richiesta del sindaco di Francavilla, che su “Il Centro”  di questa mattina proponeva che i candidati a gestire l’ACA presentassero i loro “programmi”, ecco come la vedo io.

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Premetto che conosco l’ACA da almeno vent’anni, come cittadino e come tecnico. Conosco chi ci lavora dentro. Molte sono bravissime  persone. Ci ho anche lavorato per sei mesi, ad un progetto. Dal 2008, inoltre, ne controllo i depuratori. Così ho conosciuto altri tecnici, anche tra di loro ci sono persone splendide e brave, alcune molto brave, nel loro campo.

E conosco la politica, abruzzese e non, da almeno altrettanto tempo. Conosco molti politici, i loro retropensieri, le loro alchimie, i loro rituali. Li ho osservati per anni, cercando di capire. Qualcuno, occasionalmente, è anche bravo. Ma per esserci dentro, si è piegato. E quindi ormai ne fa parte.

A questo punto, per me leggere un bilancio dell’ACA non è più una questione contabile. Non guardo che i numeri tornino e che le somme siano corrette. E ci mancherebbe. Il ragionamento che faccio è diverso: punto al sodo, valuto le scelte che sono  state fatte e cerco di capire. Vado a vedere dove sono i numeri più grandi, più pesanti, e qual’è il loro significato.

E quindi mi sono fatto l’idea, ad esempio, che i 10 milioni di energia elettrica nel bilancio 2014 (eh sì, alla sezione “trasparenza” il bilancio 2015 non “traspare” ancora, e siamo quasi ad agosto!) sono davvero troppi, soprattutto se rapportati al fatto che l’ACA non ha un impianto di produzione di biogas dai fanghi di depurazione (o meglio, ce l’ha presso il depuratore di Montesilvano ma si permette il lusso di non farlo funzionare). E che non si capisce a cosa corrispondano i quasi 5 milioni  nascosti sotto la voce generica e misteriosa di “gestione depuratori”.

Ma soprattutto vedo che il passivo è passato, dal 2012 al  2014, da 226 a 264 milioni, aumentando di ben 37 milioni, il 16% in più in due anni, e questo passivo è praticamente imputabile ai soli debiti verso i fornitori.

E allora, questa gestione miracolosa tanto sbandierata dai giornali? E’ che, per far tornare i conti, a fronte di questi 37 milioni di maggiori passività ci sono una diecina di milioni di maggiori immobilizzazioni e ben 27 milioni di crediti verso i clienti. Insomma, le bollette. Quindi il maggior debito è pagato sempre con i soldi dei contribuenti. Francamente, in questo modo siamo capaci tutti a far tornare i conti!

Credo che tutto ciò sia davvero molto lontano dai desideri e dalle necessità dei cittadini. L’ACA che immagino io è ben altro. E questo è il mio programma.

PROGRAMMA

Qualora venissi nominato amministratore unico della società ACA spa tutte le mie azioni e decisioni andranno nella direzione di perseguire esclusivamente l’interesse pubblico.

Non avendo sponsor politici a cui rendere conto, non risponderò ad altra logica se non quella di svolgere il mio incarico con disciplina e con onore, secondo i principi di efficienza, efficacia ed economicità, nell’esclusivo interesse della collettività facendo in modo da fornire ai cittadini l’acqua potabile di ottima qualità di cui sono ricche le nostre montagne in quantità abbondante, a costi contenuti e in assoluta sicurezza dal punto di vista sanitario e batteriologico.

Sarà anche mio dovere mettere a disposizione tutte le mie conoscenze e competenze affinché si compiano le migliori scelte tecniche finalizzate alla soluzione del complesso problema costituito dalla depurazione dei reflui in considerazione della sua decisiva influenza sulla qualità e sulla vivibilità degli ambienti fluviali e ripariali e delle sue evidenti ripercussioni sulla qualità dell’acqua si balneazione, sulla salute e sulla qualità della vita del cittadini, sull’economia del turismo balneare delle città costiere.

A tal fine, prioritariamente, farò in modo che l’ACA compia un salto culturale prima ancora che tecnico, valorizzando le professionalità migliori presenti in Azienda, e istituendo corsi di formazione specifici per ogni categoria di lavoratori. E’ mia intenzione creare contatti virtuosi con aziende di gestione di altre regioni che possano vantare risultati di eccellenza per formare alle migliori pratiche i dipendenti.

Creerò un gruppo tecnico di progettazione interno all’Azienda che possa consentire di implementare in autonomia i progetti evitando i costi dell’esternalizzazione di tali attività. Questo gruppo dovrà seguire e portare a compimento cinque progetti fondamentali per il futuro del sistema idrico del comprensorio.

  1. Revisione di tutte le reti di adduzione e distribuzione idrica dalla sorgente alla foce, con sostituzione progressiva con tubi in polietilene di tutte le tubazioni ad iniziare dalle reti che per vetustà o impiego di materiali non durevoli siano causa di sprechi di risorsa idrica. L’obbiettivo è quello di distribuire l’acqua potabile in assoluta sicurezza senza ricorrere alla disinfezione mediante cloro, come avviene nelle moderne reti di distribuzione idrica delle grandi città d’Europa (ad esempio, l’acquedotto di Grenoble).
  2. Separazione delle reti fognarie di tipo misto a partire dai maggiori centri urbani della costa (Pescara, Pineto, Silvi, Città Sant’Angelo, Montesilvano e Francavilla) in modo da ottenere che in caso di pioggia scolmino alle foci dei fiumi e in mare solo acque piovane. Gli scolmatori saranno comunque tutti dotati di vasche di prima pioggia di adeguato volume che immagazzineranno i primi 5 mm di pioggia caduta per evitare che l’acqua di lavaggio delle superfici pavimentate delle strade cittadine finisca senza trattamento in mare.
  3. Revisione del sistema dei depuratori con collettamento di tutti i reflui attualmente non collettati e delle fosse Imhoff negli impianti esistenti o in altri da realizzare; ampliamento, potenziamento e ristrutturazione degli impianti esistenti e completamento degli stessi con trattamenti terziari di ultima generazione realizzati con impianti che utilizzino tecniche di depurazione naturale.
  4. Poiché uno dei capitoli di spesa più sostanziosi del bilancio ACA è quello relativo al consumo di energia elettrica, negli impianti di depurazione si procederà alla realizzazione, ove economicamente conveniente, di impianti di recupero del biogas prodotto dalla fermentazione anaerobica dei fanghi, il quale gas consentirà poi di produrre l’energia elettrica necessaria a far funzionare gli impianti stessi.
  5. Al fine di evitare gli ingentissimi costi connessi con il trasporto e lo smaltimento presso terzi dei fanghi liquidi, pratica finora abusata in ACA e che ha causato gran parte dei debiti che appesantiscono la gestione aziendale, si ripenserà integralmente il sistema di smaltimento dei fanghi di depurazione in tutti gli impianti medio piccoli, dotando tutti i depuratori di ispessitori dei fanghi e di letti di essiccamento in modo da smaltire i fanghi prodotti a costi praticamente nulli.

In generale ci si orienterà verso la ristrutturazione di magazzini, laboratori, officine e verso l’acquisto di macchine e mezzi d’opera evitando quanto più possibile le esternalizzazioni e abbattendo in tal modo i costi di esercizio, incrementando il patrimonio dell’azienda, ottenendo in definitiva sostanziosi e duraturi risparmi gestionali con i quali sarà possibile finanziare i progetti di ristrutturazione e adeguamento illustrati.

I risparmi gestionali ottenuti verranno impiegati altresì per diminuire in bolletta il costo dell’acqua per i cittadini.

 

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